martedì 23 maggio 2017

3 domande (e risposte) sui vaccini

La paura non fa 90 - 3 domande sui vaccini


Nei giorni scorsi, all'ormai tradizionale incontro di formazione primaverile per le mamme blogger - il MammaCheBlog, che si tiene a Milano da qualche anno grazie all'organizzazione di Fattore Mamma - un workshop è stato dedicato a uno dei temi caldi, caldissimi, di questi mesi: quello dei vaccini.

Una scelta di responsabilità, io credo, da parte delle organizzatrici.




Piercarlo Salari all'incontro tematico sui vaccini
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno i vaccini evitano tra i 2 e i 3 milioni di morti.


A dare numeri, informazioni e spiegazioni tanto semplici quanto basate su dati scientifici, Piercarlo Salari, pediatra dell'ATS di Milano.

Ne ho approfittato per fargli 3 domande sul tema (e per questo potrete sentirlo prossimamente anche su Radio Marconi):

In Italia - oltre al recentissimo decreto che porterà all'obbligo vaccinale - da poco è stato introdotto il nuovo Piano delle vaccinazioni per il triennio 2017-2019.
Cosa cambia?

«Il Piano vaccinale è quello schema condiviso da istituzioni scientifiche e sanitarie che identifica la migliore strategia di prevenzione per la popolazione contro alcune malattie, suggerendo anche le epoche di vita ottimali per somministrare i vaccini.
Ogni volta che viene rivisto presenta delle innovazioni in base ai cambiamenti epidemiologici, alle necessità sanitarie, al cambiamento del tessuto etnico per esempio.

Il nuovo Piano aumenta il numero di vaccini - e quindi di malattie evitabili - e allarga le fasce di popolazione interessata.

Restano le vaccinazioni che già c'erano: contro difterite, tetano, polio, epatite B, Hib, pertosse, pneumococco, morbillo, parotite, rosolia, meningococco C nei nuovi nati, papilloma virus nelle ragazze undicenni e influenza per gli anziani.

Si introducono le vaccinazioni contro meningococco B, rotavirus e varicella nei nuovi nati, la protezione in gravidanza contro la pertosse per asicurare la protezione al nascituro.

Estende poi la vaccinazione anti-HPV anche ai maschi undicenni, introduce la vaccinazione antimeningococcica tetravalente e il richiamo anti-polio con IPV negli adolescenti.

Per gli anziani over 65 anni prevede le vaccinazioni anti-pneumococco e anti-Zoster.

I vaccini previsti dal piano per le relative fasce di popolazione sono gratuiti, e finalmente sono uguali per tutto il territorio italiano, evitando quelle differenze che in passato ci sono state da regione a regione».

Alcune malattie sono ancora considerate "malattie dei bambini", quasi come se fossero tappe inevitabili della crescita. E invece morbillo e varicella sono pericolose?

«Sì, sono pericolose.
Ce lo dovrebbe dire il nome stesso: morbillo è una parola che in origine voleva dire piccolo morbo, "piccola malattia", ma non perché sia dei piccoli o poco importante.
Si chiamava così ai tempi della peste, quando quella era il morbo più grave, e in confronto il morbillo era meno pericoloso, era una peste meno grave.
Ma ricordiamo che in un caso su mille degenera in panencefalite sclerosante subacuta e porta alla morte.

La varicella invece è causata da un virus neurotropo, cioè che colpisce e può dare complicanze al sistema nervoso centrale.

Inoltre la varicella, anche nelle due settimane successive alla malattia, abbassa di molto le difese del sistema immunitario e il bambino risulta soggetto a infezioni anche pesanti come otiti o polmoniti».


Alcune delle blogger presenti hanno raccontato che si trovano a replicare, sulle loro pagine, a genitori che sostengono che i vaccini non siano innocui, anzi siano addirittura pericolosi. Come rispondere?

«Un vaccino per poter entrare in commercio deve superare una lunga serie di test, deve rispondere a requisiti molto rigorosi e quindi avere un dossier che giustifichi l'utilità per la popolazione.
In più sono sottoposti a controlli specifici anche dopo che sono stati messi in commercio e in uso, quindi qualsiasi anomalia, qualsiasi elemento di sospetto o di dubbio attiverebbe subito accertamenti, e le procedure e le misure a tutela della salute dei cittadini.

D'altra parta un vaccino non può essere acqua fresca perché deve essere un preparato in grado di simulare un'infezione e quindi stimolare la risposta immunitaria e la produzione di anticorpi specifici.

Questo è come funziona un vaccino, ma da qui a dire che è un preparato dannoso o che possa compromettere la salute direi assolutamente no».



Per approfondire:



Dove cercare le informazioni


Le fonti sono importanti, importantissime. Quando leggete una notizia, vi chiedete sempre chi l'ha scritta, che competenze ha, se è una fonte autorevole?
In particolare su questioni mediche e scientifiche non ci si può affidare a opinioni.
Ma anche avere dei dati in mano non basta. Bisogna saperli leggere.
E li sa leggere chi ha le competenze, chi ha studiato per farlo, chi lavora nel settore ed è aggiornato.

Io non lo sono, non sono medico, sono giornalista: e perciò le informazioni le cercherei qui:



La paura non fa 90 - vaccini, dove informarsi?

Il nuovo Piano vaccinale 2017-2019


Il calendario del nuovo Piano vaccinale è scaricabile dal sito del Ministero della Salute a questo indirizzo.


Qualche dato sulle malattie in questione

* Nel periodo 2011-2015, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, ci sono stati 80 casi di meningite in bambini con meno di un anno di età.
Di questi, il 72,5% sono stati causati dal batterio del meningococco di tipo B, mentre il 17,5% dal tipo C. In pratica con la nuova vaccinazione ci si protegge contro il 90% dei casi di meningite.

Tra i 10 e i 24 anni (dunque più o meno nell'età adolescenziale e giovanile) sono stati contati 143 casi, e 3 su 4 erano causati dal ceppo B o C.

* La meningite ha un decorso rapidissimo, i sintomi iniziali assomigliano a quelli di un'influenza: per questo è difficile riconoscerla ma è fondamentale farlo il prima possibile.
Ecco come si evolve la malattia:



* Rotavirus: L'episodio più grave è solitamente il primo, la prima volta che si manifesta, e succede solitamente in bambini sotto i 2 anni di vita.
Ogni anno si stimano 250mila casi, di cui la metà gestiti a domicilio, mentre gli altri necessitano un ricovero.

Il rotavirus in Italia fa 5 morti all'anno.
(Dati ISS - 2013)


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